Elisabetta è una ragazza di media statura, con occhi marroni dolcissimi, capelli ricci lunghi e scuri, carnagione chiara e lineamenti dolci. E’ molto tesa, chiusa e quando mi guarda le tremano le mani. Le chiedo come va. Mi risponde che è un po’ in ansia perché non sa come funziona una sessione di Neuro-Training. Sorrido, e penso che il problema sia tutt’altro. Le rispondo di stare tranquilla perché questo metodo si basa su come siamo costruiti e come funzioniamo, perciò questa conoscenza è già dentro di lei. Si rilassa di più, ma continua a parlare pochissimo e a fa fatica a esprimersi. Mi illustra il suo obiettivo, che parte dalle relazioni, ne parliamo e man mano lo definiamo con più precisione.

Entriamo in sessione e immediatamente il suo sistema mostra un argomento prioritario sul quale lavorare: il contesto delle credenze, le giustificazioni mentali che diamo ai nostri stati emotivi, che possono essere negative o positive e che influenzano le nostre scelte o reazioni. Attraverso il monitoraggio muscolare si mostra il tema dell’intelligenza e le metafore del Polmone nel Modello Tradizionale Cinese, legate alla parola e all’espressione. Fra tutte quella che più risuona a Elisabetta è il parlare facilmente. La devo invitare spesso a respirare, perché mi sembra che a tratti si blocchi più o meno consapevolmente. A un tratto dice che nella quotidianità fa molta fatica a parlare e anche in una situazione dove può mostrare le sue ragioni, non si esprime per timore di creare disagio. Questo in famiglia, al lavoro, con amici, ma soprattutto con il fidanzato al quale vorrebbe manifestare dei desideri ma non ha il coraggio di farlo. La sessione si indirizza sull’esprimere sé stessa sia per quanto sia per quanto riguarda le cose da dire, sia per le emozioni. Come soluzione e risorsa finale il sistema sceglie un esercizio con respirazione che é proprio collegato all’esprimersi. Finita la sessione, mi sembra che i tratti del volto di Elisabetta siano più rilassati, la vedo respirare con più regolarità e muoversi più leggera. Anche io non avverto più il senso di pesantezza che sentivo durante la sessione. Elisabetta mi chiama dopo due giorni, e mi dice che prima della sessione pensava che sentirsi bloccata fosse una cosa normale, e che per sopportare quella sensazione si diceva che prima o poi sarebbe passata. Si rendeva conto di aver nascosto anche a se stessa la pesantezza che avvertiva. Sapeva che doveva affrontarla, ma aveva come paura di andare a fondo alla cosa. Man mano ora ha cominciato a esprimere ciò che sente in ogni ambiente e, in particolar modo ha trovato il coraggio di esprimersi col suo fidanzato sul tema della loro intimità; all’inizio era come scioccata di averne parlato, ma farlo l’ha resa più serena. Si é accorta di quanto questo fosse importante per lei. La vedo finalmente felice e molto entusiasta.
Nadia Boldarin
Studio Neuro-Training
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Professione disciplinata Legge 4/2013


